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Seveso
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| OPERE DI COMPENSAZIONI AMBIENTALI PROPOSTE DALLA RETE | |||||||||||||||||||||||||||||
| per la presenza del casello di uscita della Pedemontana si determinerà una forte pressione sia sul Bosco delle Querce che su le residuali aree verdi di Baruccana. La compensazione in tale ambito dovrà garantire e rafforzare la continuità delle aree verdi anche con interventi di riforestazione. | |||||||||||||||||||||||||||||
| la conservazione del corridoio ambientale in direzione del Meredo e l’ampliamento delle aree assegnate al Bosco delle Querce dovranno raccordasi alle medesime azioni prospettate per i comuni limitrofi a costruire una rete ambientale in comunicazione. | |||||||||||||||||||||||||||||
| Estratto da delibera CIPE n. 77 del 29 marzo 2006 | |||||||||||||||||||||||||||||
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Verbale di Deliberazione di Giunta Comunale 11 maggio 2005 | |||||||||||||||||||||||||||||
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PROGETTO PRELIMINARE
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| PROPOSTE DI COMPENSAZIONE AMBIENTALE ELABORATE DA PEDEMONTANA E DAL POLITECNICO DI MILANO | |||||||||||||||||||||||||||||
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| Estratto Valutazione impatto ambientale SETTEMBRE 2004 | |||||||||||||||||||||||||||||
Svincolo di Meda e Bosco delle querce di Seveso | |||||||||||||||||||||||||||||
| E’ il tratto maggiormente critico per la
presenza del “Bosco delle querce di Seveso” realizzato sull’area A , quella maggiormente contaminata dall’incidente ICMESA del 1976. Per tale motivo si ritiene che le opere non debbano interessare l’area del bosco. La riorganizzazione dello svincolo risulta una opportunità per il riassetto ecosistemico locale e per la formazione di un collegamento ciclo pedonale che lungo il Terrò /Certesa può consentire l’attraversamento della barriera infrastrutturale. Si propone quindi il rimboschimento e riqualificazione delle aree risultanti dalla riorganizzazione dello svincolo e della fascia ripariale del torrente. Sul lato opposto dell’autostrada in corrispondenza del bosco delle querce, ove è previsto il cantiere B2.2.1 si la formazione di una fascia boscata da leggersi quale | |||||||||||||||||||||||||||||
Bosco delle Querce - Svincolo di Cesano Maderno |
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Il
tratto non presenta particolari criticità per la componente,
ma risulta particolarmente
significativo per azioni di riqualificazione dell’ambito urbano. I lunghi tratti in
galleria artificiale infatti offrono
una importante opportunità di formazione di una spina verde con funzione polivalente fruitiva e di
corridoio ecologico urbano.
Si propongono quindi interventi di formazione di aree verdi (siepi, macchie, filari, prati) associate al
sistema della fruizione. Da
questa spina centrale possono dipartirsi direttrici di collegamento con le aree verdi urbane presenti e
verso il Seveso e il Parco
delle Groane | |||||||||||||||||||||||||||||
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Attraversamento
tra i centri abitati di Barlassina, Seveso e Cesano Maderno
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La scelta di sovrapposizione dei corridoio di transito delle due infrastrutture ha dovuto confrontarsi con una serie di situazioni locali, dove è stata sviluppata una attenta valutazione degli specifici livelli di sensibilità, di mitigazione, di accettabilità in merito alle emergenze significative delle seguenti aree ad elevata sensibilità percettiva, paesistica ed urbana e delle attuali situazioni di degrado delle aree marginali. | |||||||||||||||||||||||||||||
| Il corridoio di transito si sviluppa in una delle situazioni di maggior pressione antropico-insediativa dell’intero Nord Italia. Per quanto attiene i caratteri del paesaggio delineabili lungo tutta la cintura di conurbazione metropolitana, interessata dalla ultima soluzione di corridoio di attraversamento utilizzabile, risulta evidente come la struttura delle comunicazioni e degli insediamenti su cui si era costruita in sede storica la rete dei centri urbani risulti ormai di difficilissima lettura. La struttura policentrica dei nuclei antichi si è trasformata in una agglomerazione suburbana diffusa per quanto attiene la cintura urbana di tutta l’area ormai inglobata all’interno del grande urbanizzazione del nord Milano, che ormai si estende sino alla fascia delle colline moreniche della Brianza. In un contesto di riferimento così caratterizzato la lettura e la riconoscibilità dei nuclei storici di identificazione territoriale lungo i principali percorsi percettivi si perde all’interno di una distesa urbanizzata continua di totale commistione di funzioni e caratteristiche qualitative e morfologico-insediative. L’unico elemento di continuità storica e territoriale risulta riconoscibile negli assi storici di comunicazione, che costituiscono le linee storico-evolutive primarie dello sviluppo insediativo di carattere prevalentemente radiale. Le aree libere risultano ulteriormente caricate da parallele e maggiori pressioni insediative di carattere terziariocommerciale e di trasformazione delle storiche destinazioni produttivo-industriali. La decisione programmatico-progettuale di sovrapposizione dei corridoi con il prevalente interramento, con gallerie naturali ed artificiali, della nuova infrastruttura autostradale risponde in modo innovativo alle esigenze territoriali sopra descritte. Permette infatti di recuperare a nuove destinazioni areali attualmente persi per uso diretto da parte dell’infrastruttura, ma anche spazi residuali depauperati delle proprie valenze in modo indiretto da parte della presenza della infrastruttura stessa. Il valore delle aree libere residuali e di pregio assume livelli sostanziali all’interno della struttura del territorio e del paesaggio urbano di riferimento. Per tale motivo ruolo strategico all’interno delle opere di mitigazione e compensazione viene assunto in tale specifico tratto di corridoio dagli interventi di rinaturalizzazione degli ampi tratti di galleria artificiale che sono stati utilizzati per attraversare le aree urbanizzate ad altissima sensibilità e resistenza all’attraversamento, per poter in parallelo riproporre in superfice delle nuove dorsali veicolare di carattere locale. Data la collocazione sostanzialmente urbana di tali corridoi di rinaturalizzazione, occorre elaborare una visione complessiva delle valenze paesaggistico-ambientali potenziali di tali parchi urbani lineari sui quali dovrà essere elaborata una attenta azione di progettazione di opere di compensazione ambientale urbana. |
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La valenza fondamentale ricercata all’interno delle proposte
paesaggistiche effettuate si basa sulla potenziale capacità
di
riconnessione territoriale, di ricucitura urbana, per poter recuperare
ed integrare interi ambiti urbani ai loro originari centri storici di
sviluppo dinamico, sociale, culturale, insediativi.
La tensione di collegamento trasversale, di superamento dello storico
corridoio di frattura territoriale da sempre realizzato dalla SS 35,
è stata ricercata anche in termini di progettazione dei
sistemi
aperti a verde urbano, di sviluppo di filari urbani, di percorsi minuti
ciclopedonali e di connessione ecologica con potenziali nuovi corridoi
faunistici. Lungo
i tratti
in trincea aperta ruolo fondamentale di carattere sinergico
sull’abbattimento delle pressioni ambientali indotte deve
essere
conferito ai corridoi laterali di mitigazione integrata, con funzioni
filtro, controllo dell’inserimento percettivo paesaggistico L’immagine complessiva si fissa su brani del territorio agricolo che si alternano ad ampie distese edificate senza soluzione di continuità con numerosi spazi residuali, una sequenza frammentaria di naturalità del paesaggio dei grandi sistemi aperti e di grandi pressioni e dinamiche insediative hanno portato alla perdita dei principali caratteri di una unitaria fisionomia del paesaggio. I vari ambiti analizzati risultano serie di frammenti di paesaggio, che comunque conferiscono un valore, relativamente alla situazione di degrado paesaggistico ambientale diffusa nelle situazioni di conurbazione di riferimento. Le
potenzialità di riqualificazione ambientali,
territoriali, urbane soprattutto
nel caso della tratta B2 sud risultano strettamente interconnesse alla
possibilità di ricucitura territoriale, funzionale e
percettiva
sia delle strutture urbane dei comuni attualmente divisi
dall’attraversamento della attuale superstrada, sia dei
corridoi
di collegamento dei sistemi ambientali territoriali esistenti, quali il parco delle Groane, il sistema
fluviale del Seveso, il parco del Lura, le aree verdi urbane parco
Borromeo, le previsioni di integrazione di nuovi sistemi di spazi
aperti a verde come il parco del piano di riqualificazione ambientale
delle aree limitrofe all’inceneritore di Desio. |
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